Vostra

Coreografia: Greta Francolini
Performance: Greta Francolini, Giuseppe Vincent Giampino
Musiche: in via di definizione
Costumi: Rebecca Ihle
Cura e promozione: Marco Burchini
Produzione: TIR Danza
In collaborazione: spazio K.Kinkaleri – Centro di residenza regionale
Residenza artistica: Fabbrica Europa / PARC, MAD Murate Art District

 In Vostra il performer si offre passivamente senza cercare né il virtuosismo tecnico e né il compiacimento del pubblico. Si posiziona nello spazio in modo da essere sovraesposto allo sguardo dello spettatore, sul proscenio, imponendo la propria figura.  Per farlo si intende attraversare le forme e le figure, anche più banali e stereotipate, di un balletto di strip-tease, ma svuotato dall’intenzione di sedurre attivamente e informato da un dato performativo che ne rende ambigua la fruizione (ad esempio un sorriso forzato). Rocco Siffredi racconta che Moana Pozzi sul set era distaccata e assente durante l’atto. Non sembrava che il sesso le piacesse, ma sottolineava comunque la sua disponibilità ed apertura nel lavoro. Lei si offriva, in questo distacco. Che sia vera o meno, questa informazione mi ha affascinata e interessata come dato comparativo rispetto allo stato di presenza dei performer sulla scena.  Il corpo che danza, nel mio progetto, si concede allo stesso modo del corpo di Moana.  L’idea è di presentare il corpo come speculum erotico, un oggetto di e al servizio dello spettatore. Il corpo del performer suscita desiderio nell’ottica di un’erotica fetish che non coinvolge un feticcio esterno o una singola parte del corpo, ma la sua interezza.

 Antikam
 _laboratorio

Antikam è il progetto laboratoriale che nasce dalla ricerca artistica di Vostra e ne approfondisce i principi performativi attraverso un percorso esperienziale e di ricerca condivisa.

Il laboratorio si sviluppa in tre giornate di workshop, al termine delle quali è prevista una presentazione pubblica dell’esito. L’intento è esplorare le dinamiche del corpo erotico in scena, lavorando sulla sottrazione dell’intenzione seduttiva e sull’ambiguità della presenza performativa.

Nel laboratorio si vuole interrogare il concetto di offerta del corpo sulla scena: cosa significa esporsi come oggetto di desiderio? Quali ambivalenze emergono nel momento in cui la seduzione è privata della sua finalità esplicita?